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Medicina
estetica
La
percezione dellequilibrio estetico del corpo, e del
volto in particolare, ha sempre avuto unimportanza
rilevante per luomo sin dallantichità, manifestandosi
in modo assai variegato, a seconda di culture e tradizioni
differenti. Luomo ha identificato, come fattore di
disturbo, tutto ciò che provoca una modificazione delluniformità,
della simmetria e dellarmoniosità delle diverse unità
anatomiche che determinano il suo aspetto esteriore. Un
aspetto attraente e giovanile risulta essere, per entrambi
i sessi, fondamentale per la comunicazione socio-sessuale.
Proprio per mantenere o incrementare questa capacità di
relazionarsi, il genere umano continua a fare ricorso a
soluzioni correttive estrinseche (cosmesi) e, soprattutto
nellultimo ventennio, intrinseche (interventi medico-chirurgici),
seguendo il sogno generalizzato di ritardare il più possibile
linsorgere degli effetti del tempo. Questo è il motivo
per cui oggi il Dermatologo ed il Chirurgo Plastico devono
far fronte ad una sempre maggiore richiesta di interventi
correttivi, temporanei o permanenti da parte di pazienti
sempre più informati sui materiali e le tecniche dimpiego.
Qui di seguito illustreremo le sostanze utilizzate per la
correzione dei difetti del tessuto cutaneo e di quello sottocutaneo,
tralasciando le alterazioni deformative più importanti,
poiché affrontate più spesso in ambiente chirurgico plastico-ricostruttivo
e quindi di non stretta pertinenza dermatologica. In tal
modo si potrà avere una visione esaustiva di ciò che è possibile
fare oggi in questo complesso settore della medicina correttivo-restaurativa.
Rughe
e Cicatrici
Il
processo di invecchiamento cutaneo si divide in intrinseco
ed estrinseco. Il primo, che è preprogrammato e cellulodipendente,
si manifesta con alterazioni cliniche, istologiche e fisiologiche
a livello dei distretti cutanei fotoprotetti, con minimo
impatto sullaspetto estetico, ma con molteplici anomalie
funzionali; il secondo dipende invece dallazione di
fattori ambientali, i più deleteri dei quali sono le radiazioni
ultraviolette ed il fumo di sigaretta e si manifesta con
alterazioni importanti dellaspetto estetico, oltre
che con modificazioni negative della funzione immunitaria
di superficie. I due tipi di invecchiamento si sovrappongono
in modo variabile a livello dei diversi distretti cutanei,
dando origine ad inestetismi che si esprimono superficialmente
in modo più o meno evidente. Queste alterazioni possono
assumere diversi aspetti, il più fastidioso dei quali, dal
punto di vista estetico, è rappresentato dalle rughe.
Tecniche
correttive delle rughe
Le
tecniche correttive devono tener conto delle caratteristiche
biochimiche dei tessuti e dell’organismo. La conoscenza
delle potenzialità di reazione biologica che varia da
soggetto a soggetto, in rapporto all’età e alla storia
clinica, è fondamentale per poter informare e consigliare
in maniera esaustiva il paziente prima di qualsiasi tipo
di intervento; è essenziale , infatti, che questi comprenda
l’inevitabile provvisorietà degli interventi correttivi
che, seppur efficaci, si inseriscono in un contesto di
precarietà controllata tipico di tutte le entità biologiche.
Idealmente, le sostanze utilizzate come impianto per indurre
un aumento di volume dei tessuti dovrebbero possedere
le seguenti caratteristiche:
Sicurezza
biologica (inerzia chimica, non allergizzante, non tossico,
non carcinogeno, non teratogeno)
- Facilità
di somministrazione
- Tecniche
d’impianto atraumatico
- Margine
d’errore tecnico ampio
- Plasticità
e reversibilità
- Consistenza
simile o compatibile con il tessuto naturale
-
Immediatezza del risultato
- Prolungata
stabilità temporale della correzione
- Assenza
di effetti collaterali influenti sulla vita di relazione
- Facilità
di conservazione
- Costo
contenuto
Purtroppo
attualmente non è disponibile un prodotto in grado di
soddisfare tutti questi requisiti e, come spesso accade
in mancanza di un’unica soluzione, vi è un’enorme varietà
di sostanze o materiali che, singolarmente, non soddisfano
tutte le caratteristiche vitali richieste. Tali sostanze,
definite in inglese "fillers", possono essere classificati
in due grandi categorie: "fillers" non permanenti e "fillers"
permanenti.
Si
definiscono "fillers" non permanenti le sostanze di origine
biologica derivate da sorgenti eterologhe (animali, batteri),
omologhe (soggetti umani), autologhe (dal medesimo soggetto),
utilizzate prevalentemente in sospensioni iniettabili,
per la correzione temporanea delle rughe o per aumenti
di volume.
Il
capostipite di queste sostanze è il collagene,i
cui vantaggi derivanti dal suo utilizzo sono ben noti
già agli inizi degli anni '70 (basso grado di antigenicità,
facile disponibilità, effetti collaterali indesiderati
prevedibili e facilmente controllabili). Un'altra molecola
che oggi suscita grande attenzione sia tra gli operatori
che fra i pazienti è l'acido
jaluronico, sostanza perfettamente biocompatibile
da utilizzare per gli impianti necessari agli aumenti
di volume. Tra i "fillers" non permanenti e rispettive
tecniche ricordiamo l'autotrapianto di tessuto adiposo
con tecnica iniettiva, impiegato nella correzione di grosse
ipovolumetrie e per lo stiramento della cute, anche se
i risultati a distanza di tempo non sono eccessivamente
brillanti; l'esotossina botulinica (BTX-A) in grado di
determinare una paralisi temporanea della muscolatura
mimica del volto con conseguente rilassamento dei tegumenti
ad essa collegati. Questa può essere utilizzata, attualmente,
solo in strutture ospedaliere e l'uso a scopo estetico
è possibile solo dopo aver informato il Ministero della
Sanità e ottenuto il consenso scritto da parte del paziente.
Si definiscono "fillers" permanenti le sostanze di origine
non biologica utilizzabili negli interventi correttivi
con aumento stabile di volume. Si tratta di materiali
dotati di particolari caratteristiche di biocompatibilità,
stabilità chimico-strutturale ed inerzia immunologica,
in grado di integrarsi nei tessuti attraverso un processo
di non riconoscimento immunologico e successivo isolamento
fibroplastico. Tra questi citiamo il Nylon, il silicone
liquido, il bio-plastique, il Goretex o Teflon e l'Artecoll.
La risposta tissutale indotta da questi materiale è graduale
e richiede un certo periodo di tempo (1-3 mesi) per poterla
apprezzare nella sua forma più completa; ciò suggerisce
di evitare assolutamente l'ipercorrezione, che potrebbe
condurre ad un aumento di volume eccessivo e non facilmente
correggibile rispetto a quanto preventivato per il risultato
ottimale. La strategia più corretta prevede l'impianto
di piccole qualità di filler in più sedute distanziate
tra loro, al fine di monitorare, volta per volta, il livello
di correzione ottenuto in ogni seduta. Da questa relazione
si evince come, pur non esistendo ancora il "filler" ideale,
le soluzioni per risolvere il problema delle ipovolumetrie
cutanee distrettuali siano molteplici; al medico spetterà
il compito di selezionarle caso per caso, informando correttamente
il paziente sulle caratteristiche, le indicazioni, i limiti
ed i risultati variabili, onde evitare aspettative esagerate
derivanti da un'informazione non professionale.
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