Il dermatologo - Dermatologonline.com Dermatologonline.com
DermatologOnline.com
S E R V I C E S
Novità dalle aziende
Domande allo specialista
Trova un dermatologo

C O N T E N T S

Caduta dei capelli
Medicina Estetica
Vitiligine
Dermatologia Pediatrica
Psoriasi
Cute e Sole
Acne

Medicina estetica

La percezione dell’equilibrio estetico del corpo, e del volto in particolare, ha sempre avuto un’importanza rilevante per l’uomo sin dall’antichità, manifestandosi in modo assai variegato, a seconda di culture e tradizioni differenti. L’uomo ha identificato, come fattore di disturbo, tutto ciò che provoca una modificazione dell’uniformità, della simmetria e dell’armoniosità delle diverse unità anatomiche che determinano il suo aspetto esteriore. Un aspetto attraente e giovanile risulta essere, per entrambi i sessi, fondamentale per la comunicazione socio-sessuale. Proprio per mantenere o incrementare questa capacità di relazionarsi, il genere umano continua a fare ricorso a soluzioni correttive estrinseche (cosmesi) e, soprattutto nell’ultimo ventennio, intrinseche (interventi medico-chirurgici), seguendo il sogno generalizzato di ritardare il più possibile l’insorgere degli effetti del tempo. Questo è il motivo per cui oggi il Dermatologo ed il Chirurgo Plastico devono far fronte ad una sempre maggiore richiesta di interventi correttivi, temporanei o permanenti da parte di pazienti sempre più informati sui materiali e le tecniche d’impiego. Qui di seguito illustreremo le sostanze utilizzate per la correzione dei difetti del tessuto cutaneo e di quello sottocutaneo, tralasciando le alterazioni deformative più importanti, poiché affrontate più spesso in ambiente chirurgico plastico-ricostruttivo e quindi di non stretta pertinenza dermatologica. In tal modo si potrà avere una visione esaustiva di ciò che è possibile fare oggi in questo complesso settore della medicina correttivo-restaurativa.

Rughe e Cicatrici

Il processo di invecchiamento cutaneo si divide in intrinseco ed estrinseco. Il primo, che è preprogrammato e cellulodipendente, si manifesta con alterazioni cliniche, istologiche e fisiologiche a livello dei distretti cutanei fotoprotetti, con minimo impatto sull’aspetto estetico, ma con molteplici anomalie funzionali; il secondo dipende invece dall’azione di fattori ambientali, i più deleteri dei quali sono le radiazioni ultraviolette ed il fumo di sigaretta e si manifesta con alterazioni importanti dell’aspetto estetico, oltre che con modificazioni negative della funzione immunitaria di superficie. I due tipi di invecchiamento si sovrappongono in modo variabile a livello dei diversi distretti cutanei, dando origine ad inestetismi che si esprimono superficialmente in modo più o meno evidente. Queste alterazioni possono assumere diversi aspetti, il più fastidioso dei quali, dal punto di vista estetico, è rappresentato dalle rughe.

Tecniche correttive delle rughe

Le tecniche correttive devono tener conto delle caratteristiche biochimiche dei tessuti e dell’organismo. La conoscenza delle potenzialità di reazione biologica che varia da soggetto a soggetto, in rapporto all’età e alla storia clinica, è fondamentale per poter informare e consigliare in maniera esaustiva il paziente prima di qualsiasi tipo di intervento; è essenziale , infatti, che questi comprenda l’inevitabile provvisorietà degli interventi correttivi che, seppur efficaci, si inseriscono in un contesto di precarietà controllata tipico di tutte le entità biologiche. Idealmente, le sostanze utilizzate come impianto per indurre un aumento di volume dei tessuti dovrebbero possedere le seguenti caratteristiche:

Sicurezza biologica (inerzia chimica, non allergizzante, non tossico, non carcinogeno, non teratogeno)

  • Facilità di somministrazione
  • Tecniche d’impianto atraumatico
  • Margine d’errore tecnico ampio
  • Plasticità e reversibilità
  • Consistenza simile o compatibile con il tessuto naturale
  • Immediatezza del risultato
  • Prolungata stabilità temporale della correzione
  • Assenza di effetti collaterali influenti sulla vita di relazione
  • Facilità di conservazione
  • Costo contenuto

Purtroppo attualmente non è disponibile un prodotto in grado di soddisfare tutti questi requisiti e, come spesso accade in mancanza di un’unica soluzione, vi è un’enorme varietà di sostanze o materiali che, singolarmente, non soddisfano tutte le caratteristiche vitali richieste. Tali sostanze, definite in inglese "fillers", possono essere classificati in due grandi categorie: "fillers" non permanenti e "fillers" permanenti.

Si definiscono "fillers" non permanenti le sostanze di origine biologica derivate da sorgenti eterologhe (animali, batteri), omologhe (soggetti umani), autologhe (dal medesimo soggetto), utilizzate prevalentemente in sospensioni iniettabili, per la correzione temporanea delle rughe o per aumenti di volume.

Il capostipite di queste sostanze è il collagene,i cui vantaggi derivanti dal suo utilizzo sono ben noti già agli inizi degli anni '70 (basso grado di antigenicità, facile disponibilità, effetti collaterali indesiderati prevedibili e facilmente controllabili). Un'altra molecola che oggi suscita grande attenzione sia tra gli operatori che fra i pazienti è l'acido jaluronico, sostanza perfettamente biocompatibile da utilizzare per gli impianti necessari agli aumenti di volume. Tra i "fillers" non permanenti e rispettive tecniche ricordiamo l'autotrapianto di tessuto adiposo con tecnica iniettiva, impiegato nella correzione di grosse ipovolumetrie e per lo stiramento della cute, anche se i risultati a distanza di tempo non sono eccessivamente brillanti; l'esotossina botulinica (BTX-A) in grado di determinare una paralisi temporanea della muscolatura mimica del volto con conseguente rilassamento dei tegumenti ad essa collegati. Questa può essere utilizzata, attualmente, solo in strutture ospedaliere e l'uso a scopo estetico è possibile solo dopo aver informato il Ministero della Sanità e ottenuto il consenso scritto da parte del paziente. Si definiscono "fillers" permanenti le sostanze di origine non biologica utilizzabili negli interventi correttivi con aumento stabile di volume. Si tratta di materiali dotati di particolari caratteristiche di biocompatibilità, stabilità chimico-strutturale ed inerzia immunologica, in grado di integrarsi nei tessuti attraverso un processo di non riconoscimento immunologico e successivo isolamento fibroplastico. Tra questi citiamo il Nylon, il silicone liquido, il bio-plastique, il Goretex o Teflon e l'Artecoll. La risposta tissutale indotta da questi materiale è graduale e richiede un certo periodo di tempo (1-3 mesi) per poterla apprezzare nella sua forma più completa; ciò suggerisce di evitare assolutamente l'ipercorrezione, che potrebbe condurre ad un aumento di volume eccessivo e non facilmente correggibile rispetto a quanto preventivato per il risultato ottimale. La strategia più corretta prevede l'impianto di piccole qualità di filler in più sedute distanziate tra loro, al fine di monitorare, volta per volta, il livello di correzione ottenuto in ogni seduta. Da questa relazione si evince come, pur non esistendo ancora il "filler" ideale, le soluzioni per risolvere il problema delle ipovolumetrie cutanee distrettuali siano molteplici; al medico spetterà il compito di selezionarle caso per caso, informando correttamente il paziente sulle caratteristiche, le indicazioni, i limiti ed i risultati variabili, onde evitare aspettative esagerate derivanti da un'informazione non professionale.

 

© Dermatologonline.com 2000  All rights reserved